THE ITALIAN VAMPIRE

In questo nostro nuovo appuntamento, abbiamo fatto una chiacchierata con Nicolò Ragalmuto, The Italian Vampire. Come in tutte le nostre interviste, abbiamo fatto alcune domande a Nicolò per scoprire com'è la sua vita da fighter e come vede il mondo degli sport da combattimento in Italia. Ci siamo soffermati sulla sua carriera e abbiamo indagato un po anche nella sua vita privata, per concludere poi gli abbiamo chiesto la sua opinione riguardo al mondo dei combat sport. Lo abbiamo fatto, e continueremo a farlo, per cercare di trovare degli spunti di discussione con tutti gli altri appassionati del mondo combat nella speranza che tutti i racconti e le idee ci aiutino a trovare dei punti d'incontro che uniscano scuole, team e federazioni. Se vogliamo far crescere la cultura sportiva, dobbiamo lavorare tutti insieme, su diversi fronti, per fare in modo che l'opinione pubblica cambi e che il modo che molte persone hanno di vedere gli sport da combattimento si trasformi da diffidenza a curiosità. Solo così saremo in grado di avvicinare i giovani alle nostre palestre e diffondere una cultura che non può fare altro che giovare al benessere della società.Ma torniamo a noi adesso e cominciamo a parlare di Nicolò Ragalmuto e quello che abbiamo scoperto su di lui durante la nostra intervista.

LA STORIA DELL'ATLETA

Nicolò Ragalmuto
La prima domanda che abbiamo fatto a Nicolò è una domanda di rito, praticamente indispensabile, ossia gli abbiamo chiesto di raccontarci della sua storia da atleta, dai primi passi fino a oggi. Ci ha raccontato tutto, dai primi combattimenti sul ring fino allo straordinario obbiettivo di essere il primo italiano ad essere invitato nelle Filippine per partecipare al torno di punta nazionale, ossia Jego Todo.Nicolò nasce a Messina, ed è li che nasce anche la sua passione per gli sport da combattimento. Sin da piccolo la voglia di confrontarsi, l'interesse che le sfide suscitano in lui, lo fanno appassionare alle discipline sportive e marziali. Con il passare degli anni, la passione non cala anzi, cresce a dismisura e anche contro la volontà dei suoi genitori, come spesso succede nella storia di un fighter, inizia il suo percorso sportivo nella Muay Thai Nicolò a questo punto ha 16 anni e il Maestro Alessandro Barbaro nota subito la sua inclinazione verso questo disciplina. Le doti di Nicolò non passano inosservate, la sua dedizione e la caparbietà lo portano, nel giro di pochi mesi a mettere piede sul ring per il suo primo incontro ufficiale. I primi risultati confermano le previsioni del Maestro Barbaro, tecnica, coordinazione nei movimenti e concentrazione sono le doti di questo ragazzo che non può far altro che promettere bene. Se per qualcuno questo sarebbe potuto essere appagante, non lo fu per Nicolò che dedico anche del tempo allo studio del pugilato e alla pratica agonistica per i due anni successivi. Ad un certo punto però, è il momento di prendere una decisione ed è tempo per Nicolò di scegliere se il suo futuro sportivo avverrà nella Muay Thai oppure nella nobile arte. Vince la prima e da li, fino al 2008 sono dieci anni di carriera agonistica intensa che ha portato tantissime soddisfazioni e riconoscimenti nazionali e internazionali. Questa decisione però puramente agonistica, in quanto Nico continua lo stesso a praticare ed allenare il suo pugilato.Non ci siamo dimenticati, nella nostra chiacchierata, di parlare anche dei maestri che hanno aiutato The Italian Vampire a scrivere il suo curriculum sportivo di tutto rispetto. Tornando quindi alla nostra intervista, abbiamo anche cercato di capire come gli sport da combattimento abbiano influito sulla scelte di vita e professionali del messinese. 

"La mia vita ruota da sempre intorno allo sport e agli sport da combattimento, anche al di fuori della palestra. Ho studiato scienze  motorie, e ho scelto di diventare personal trainer anche per questo motivo. Ho voluto trasformare la mia passione in un lavoro e ci sono riuscito."
Da questo punto, ci spiega Nicolò, le necessità lo portano a trasferirsi a Roma dove decide di concentrare la sua vita personale e i suoi sforzi lavorativi. L'agonismo viene messo da parte per un momento e l'esperienza da fighter e da esperto di scienze motorie, vengono messe a disposizione di studenti e appassionati, proprio nella capitale, dove Nicolò inizia il suo percorso da insegnante. Anche se gli anni passano, la curiosità non tende a diminuire e la voglia di imparare, la voglia di scoprire nuovi stili di combattimento spinge Nicolò ad avvicinarsi al Kali Filippino sotto la guida di Andrea Rollo, una delle principali autorità a livello nazionale quando si parla di Eskrima. Qui ho interrotto per un istante Nicolò e gli ho chiesto, dopo tanti ottimi risultati cosa lo spinge ancora, dopo tanto tempo a voler combattere, questa la sua risposta: 

"Secondo me la voglia che spinge una persona a praticare questo tipo di attività è qualcosa che hai già dentro di te, penso che si nasca già combattenti. Il motivo che mi dà la voglia di continuare a combattere è solo uno, la motivazione personale. La mia vita da agonista si è sviluppata in due fasi distinte, la prima, che mi ha portato a grandi risultati nella Muay Thai e la seconda, a quasi 10 anni di distanza, che mi vede, al culmine di un percorso più articolato,  partecipare ad uno dei maggiori tornei mondiali di sport da combattimento "

La motivazione personale quindi è il fulcro del discorso, tutto gira intorno alla voglia indiscriminata di mettersi in gioco e di dimostrare a se stesso che i limiti che spesso ci poniamo non sono insormontabili. Come abbiamo accennato, l'apice della carriera, della seconda giovinezza in termini sportivi di Nicolò, è la possibilità di partecipare al combattimento per il titolo internazionale in palio nella competizione di Juego Todo prevista a Sta Ana, Cagayan, nelle Filippine. Dobbiamo sottolineare il fatto che The Italian Vampire è il primo atleta occidentale ad essere stato invitato a questo torneo che potremmo definire di MMA ibride. Sorvoliamo per un istante di addentrarci negli aspetti tecnici di questa disciplina e riassumiamo, in maniera un po brutale, le regole del gioco che prevedono l'uso di bastoni come da tradizione orientale mescolata alle più classiche tecniche che tutti sappiamo appartenere alle MMA. Questo ha aperto un mondo completamente nuovo per Nicolò, lo ha messo davanti ad una serie di sfide che vanno oltre una sola disciplina. Per affrontare questa ultima sfida, speriamo non in maniera assoluta, l'atleta ha dovuto alternare allenamenti di Brazilian Jiu Jitsu e di MMA a quelli già costanti di Kali e Muay Thai. Una carriera lunga, ricca di soddisfazioni, riconoscimenti e titoli a livello internazionale che possono fare solamente invidia a tanti atleti internazionali. Ma la storia non finisce qui, andiamo avanti e vediamo di cosa abbiamo parlato. 

La storia da atleta di Nicolò Ragalmuto

MAESTRI E ISTRUTTORI

La conversazione è continuata, e come da copione abbiamo chiesto a Nico di parlarci dei suoi Maestri, e parlarci di loro visto che in un modo o nell'altro sono parte integrante della sua carriera. Ripercorrendo mentalmente i passi del suo lungo cammino all'interno del mondo degli sport da combattimento, la memoria ci riporta all'inizio della conversazione, quando un ragazzo messinese di 16 anni varca la soglia della palestra del Maestro Alessandro Barbaro. Lui fu il primo a sottolineare le straordinarie doti fisiche e mentali di Nicolò. Proseguendo nel cammino della memoria, non si è potuto dimenticare di menzionare i Maestri di pugilato Nunzio Villari e Leopoldo Centorrino, che uno dopo l'altro, lo hanno seguito nel'apprendimento del pugilato, sia durante i suoi due anni da agonista che dopo. 

Da qui, come abbiamo raccontato, il passaggio dal livello amatoriale a quello professionistico ha forzato la scelta di Nicolò ad abbandonare il pugilato per dedicarsi allo studio dell'arte marziale thailandese per eccellenza. Il Maestro Barbaro, passò quindi il testimone a al Maestro Mauro Samperi con il quale poi, il vampiro, ha continuato per quasi tutta la sua carriera professionistica. L'ultimo anno invece, sempre parlando del percorso di Nicolò nella Muay Thai, è stato seguito dal Maestro Carmelo Strano, che lo accompagnò fino al suo ultimo incontro datato 2008.

La seconda parte della carriera di Nicolò Ragalmuto invece, quella dedicata al Kali Filippino, inizia in maniera forse un po sfortunata a suo dire, come purtroppo può capitare, tra le mani di un "maestro" improvvisato di cui preferisce non fare il nome. La fortuna volle un incontro fortuito con il Maestro Andrea Rollo, allievo diretto dei fratelli Miranda, e immenso cultore dell'arte tradizionale Filippina.

Rollo, una delle principali autorità a livello nazionale di Eskrima, lo ha seguito passo dopo passo, lo ha instradato in una nuova mentalità a dato forma al suo nuovo stile di combattimento attuale. I risultati, sono arrivati sin da subito con un titolo nazionale ed uno europeo e la luce dei riflettori e l'attenzione degli esperti del settore, ancora una volta, ha notato le eccellenti qualità del personal trainer. Questa è stata la chiave che ha aperto l'ultima porta, in ordine di tempo, a Nicolò. Da qui l'invito a partecipare al torneo, che abbiamo nominato già in un paio di occasioni, nel cuore pulsante della tradizione del Kali e del combattimento tradizionale dell'isola situata nel bel mezzo dell'Oceano Indiano.

Il bagaglio tecnico era già notevole, ma per prepararsi in maniera adeguata ad un evento del genere, Nicolò ha scelto di affidare il suo allenamento, oltre che ad Andrea Rollo, anche  al Maestro di Muay Thai Marco De Santis dell palestra XC-1 e nella palestra Agorà dal Maestro di Brazialian Jiu Jitsu Paolo Antonini con il supporto del suo Aeterna team.

Tanti Maestri, tutti di qualità che hanno tramandato il loro sapere a Nicolò, che lo hanno fatto diventare l'atleta completo che è oggi. Come tutte le arti marziali insegnano e gli sport da combattimento evidenziano, imparare è condividere e tutti hanno qualcosa da condividere, tutti hanno qualcosa da insegnare. Questo le parole conclusive di Nicolò:

"Per quanto riguarda gli istruttori e maestri che ho avuto modo di conoscere in questi anni, ritengo che non vi sia quello più o meno bravo. Ognuno di essi è stato ed è ancora oggi, parte integrante della mia crescita e formazione in queste discipline, infatti ringrazio tutti quanti per quel che mi hanno dato."

GLI ULTIMI ARTICOLI DAL BLOG

VITA PRIVATA

Dr. Nicolò Ragalmuto, professore in scienze motorie e nutrizione.

Nella vita privata oltre a dedicarsi alla famiglia, alla moglie e al figlio di 4 anni, abbiamo già accennato che Nicolò Ragalmuto si occupa di scienze motorie e personal training nella capitale. La sua lo qualifica è quella di professore in scienze motorie e della nutrizione, e il suo studio si occupa di personal training, preparazione atletica, rieducazione motoria e posturale oltre che appunto alla nutrizione.

"Inoltre mi occupo anche della formazione di futuri istruttori e sono responsabile della formazione dell’Academy Lazio di ASC-CONI."

La domanda, a questo punto mi è parsa spontanea, e ho chiesto al Professore se non avesse mai pensato di pubblicare dei libri o dei contenuti inerenti a questo campo per condividere con gli altri una porzione del suo sapere.

"Ho anche pubblicato, in collaborazione con altri esperti, alcuni libri sul tema"

E allora è stato mio compito indagare a fondo sulla questione e scoprire che sono diversi i titolo che si trovano online firmati Prof. Nicolò Ragalmuto. 

  • Ginnastica posturale®. Metodo Scientifico.
  • La forza delle vibrazioni. I presupposti teorici e la pratica clinica. Manuale d'uso pluri-disciplinare.
  • Italian Suspension Training. Allenamento in sospensione.
  • Manuale dell'istruttore di Body Building.
  • Italian Kettlebel Training. Manuale illustrato per i professionisti del fitness e personal trainer.
  • L'arte del combattimento. L'approccio mentale e la preparazione fisica per diventare campioni in qualsiasi combattimento sportivo e reale.
  • One Hundred Push-Up. Centro modi di fare i piegamenti sugli arti superiori in maniera funzionale.

Non ho ancora letto personalmente questi titoli, ma non mancherò di aggiungerne qualcuno all mia libreria, soprattutto mi ha incuriosito quello sull'arte del combattimento. Non mancherò di leggerlo e farne una recensione. 

RISULTATI

Abbiamo raccontato la storia di questo atleta, sia dentro sia fuori dalla palestra, abbiamo raccontato del suo cammino e dei maestri che lo hanno accompagnato. Adesso passiamo alle bacheca dei trofei, quelli riconosciuti a livello internazionale  e cerchiamo anche di scoprire il prossimo obbiettivo che The Italian Vampire si è prefissato. Ecco i titoli in quasi vent'anni di carriera:

  • Campione italiano di Thai Boxe CISCO 2002,
  • Campione regionale di pugilato II serie FPI 2003,  
  • Campione italiano di Thai Boxe FIKB 2005,
  • Campione italiano di Thai Boxe FIKB 2006,
  • Campione intercontinentale di Thai Boxe KOMBAT LEAGUE 2006,
  • Campione italiano di K1 FIKB 2008,
  • Campione Italiano di Stick Fighting GSBA 2019,
  • Campione Europeo di Stick Fighting GSBA 2019,
  • Campione Mondiale di K1 WFC 2019,
  • Campione Italiano di Stick Fighting CSEN 2020.
Risultati e obbiettivi futuri nella carriera negli sport da combattimento di Nicolò Ragalmuto.

OBBIETTIVI

Prossimo obbiettivo, Filippine 2020

Senza troppi fronzoli Nicolò ci dice chiaro e tondo:

"L’obiettivo è quello di vincere il prossimo titolo nelle Filippine. Voglio arricchire la mia bacheca, non c’è un risultato migliore o peggiore in quello che ho ottenuto fino ad oggi. Ritengo che ogni vittoria e ogni sconfitta siano necessarie, penso che facciano parte del gioco e della mia crescita personale. Quindi il prossimo obbiettivo è quello di vincere di nuovo."

Il messaggio sembra, anzi è piuttosto chiaro, vincere per ottenere un titolo che fino ad oggi è rimasto confinato alle terre d'oriente e destinato quasi e solo esclusivamente ai fighters locali. Vincere per accrescere la propria conoscenza, il proprio bagaglio culturale. Vincere per cercare di trovare soddisfazione in se stessi, che molto spesso, è la chiave per la felicità. Il miglioramento sportivo e personale passa, deve passare, anche per queste tappe obbligate, che per scelta e o per caso la vita ci pone davanti.

L'obbiettivo inoltre, prosegue Nicolò, è quello di padroneggiare a pieno il Kali e dare prova a se stesso, non tanto di essere arrivato, ma di essere sulla buona strada per ampliare i suoi orizzonti. Il Juego Todo infatti, per chi non lo sapesse, è ancora un disciplina poco nota, ma comunque molto antica e che non mancherà di stupirci in un futuro, credo nemmeno tanto lontano. La difficoltà che questo obbiettivo comporta, è che il match si articola in tre riprese, due utilizzando i bastoni e le tecniche di gambe. L'ultimo round invece si combatte secondo le classiche regole delle MMA.

Qualcuno dice che  i grandi uomini (o donne) si prefissano gradi obbiettivi, e quelli che Nicolò Ragalmuto si è prefissato sono sicuramente grandissimi. Sono sicuro che con la caparbietà che il nostro vampiro ha già dimostrato in precedenza, lo porterà a raggiungere quello che si è prefissato.

ALTRI ATLETI DI CUI ABBIAMO PARLATO

LA ROUTINE DEL FIGHTER

Ci stiamo avviando verso la fine della nostra conversazione, e non vogliamo prendere altro tempo a Nicolò che altrimenti lo dedicherebbe ad allenarsi,  quindi tagliamo corto prima di concludere e gli chiediamo come si prepara solitamente e qual'è la sua routine da fighter professionista.

"Attualmente mi alleno tutti i giorni, per prepararmi al meglio per questa gara. Ho dovuto togliere un pochino di spazio al lavoro e alla mia famiglia al momento. Fare l’atleta significa anche cercare di dare tutto in quello che  stai facendo, anche sacrificando parti molto importanti della tua vita."

Ad ogni modo, la settimana da vampiro si suddivide in questo modo:

  • Lunedì: lavoro di potenza al sacco;
  • martedì: Brazilian Jiu Jitsu;
  • mercoledì: Muay Thai;
  • giovedì: lavoro con sovraccarichi.
  • venerdì: lavoro metabolico (funzionale).
  • sabato: Brazilian Jiu Jitsu
  • domenica: Kali filippino

LE PALESTRE DI CUI ABBIAMO PARLATO

ULTIME BATTUTE

Siamo alle battute conclusive dell'intervista, la parte in cui chiediamo delle opinioni ai fighters, professionisti e non riguardo ad un paio di argomenti che ci stanno particolarmente a cuore. Sono domande che facciamo a tutti perché vorremmo raccogliere risposte ed opinioni e farne tesoro per provare a cambiare la maniera in cui le arti marziali e gli sport da combattimento sono purtroppo viste dai media e dall'opinione pubblica. Sono domande semplici ed elementari per noi che viviamo questa realtà e le risposte le potremmo immaginare. Per chi invece è estraneo agli sport da combattimento, le risposte a queste domande sono l'esatto opposto. Sta a noi, uniti tutti insieme, condividere le nostre parole e cambiare la loro opinione argomentano in maniera opportuna. Le risposte le trascrivo così, come sono arrivate a me, senza romanzarle o aggiungere fronzoli o mie opinioni personali, leggile e facci sapere anche la tua opinione, ci conto!

PRATICARE SPORT DA COMBATTIMENTO

"Perché, secondo te, bisognerebbe praticare arti marziali o sport da combattimento?"

"Le arti marziali e gli sport da combattimento sono delle discipline che ti formano come uomo, ti insegnano il rispetto, l’educazione e l’appartenenza ad un gruppo. Inoltre da un punto di vista fisico (valutazione tecnica) sono tra gli sport più completi che si possano praticare perché interessano tutte le capacità ed abilità fisiche."

SPORT O VIOLENZA

"Cosa diresti a chi sostiene che questi sport sono solo violenza e niente di più?"

"Purtroppo spesso gli sport da combattimento e le arti marziali vengono idealmente valutate come attività violente dove ognuno cerca di far male all'avversario. La realtà è ben diversa, infatti sono tra gli sport più etici che possano esistere, dove il rispetto per l’avversario sta alla base di tutto. A dire la verità è molto meno etico ad esempio il calcio, dove l’avversario fa un fallo e rompe la caviglia all'avversario, tramite un movimento che non è previsto dal regolamento. Quando, invece due combattenti si confrontano, utilizzano delle tecniche che entrambi conoscono e che rientrano nel regolamento senza eseguire nessuna scorrettezza."

LA SITUAZIONE IN ITALIA

"Cosa manca, attualmente, agli sport da combattimento in Italia?"

"Secondo me attualmente, come anche in passato, in Italia ciò che manca per far sviluppare efficacemente questo settore è la collaborazione. Come prima cosa direi che esistono troppe federazioni che invece di collaborare e fare i numeri si contrastano e si fanno la guerra tra di loro. Inoltre ciò che limita un po’ il divulgarsi è la mancanza di informazione e promozione, l’appoggio da parti di enti, sponsor e tv che investono maggiormente in altre attività sportive. Sinceramente non so cosa si potrebbe fare per cambiare rotta, attualmente la vera differenza si è vista solo con le MMA dove c’è molto interesse, ma non ai livelli USA. Penso che la strada sia ancor lunga e bisogna educare la popolazione ad apprezzare queste discipline."

News e attualità dal mondo combat

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Nicolò Ragalmuto - The Italian Vampire

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