Qualche giorno fa, il presidente della FIGC Gabriele Gravina, si è riunito in maniera del tutto virtuale, con tutti i vertici della federazione calcistica italiana, i presidenti delle principali leghe (Serie A, B, C D e dilettanti) i rappresentanti di allenatori, arbitri e calciatori. In questo meeting straordinario, hanno redatto insieme un documento da inoltrare all'attuale ministro Vincenzo Spadafora, rappresentante del Ministero dello Sport, in cui viene richiesto il riconoscimento dello stato di crisi per causa di forza maggiore al mondo del calcio. In questo caso specifico, come tutti sappiamo, la causa è l'epidemia di Covid-19 attualmente in corso in Italia che sta affliggendo ogni singolo settore sportivo e non della nostra nazione.Le televisioni e i giornalisti nazionali si combattono a suon di supposizioni su come e quando il calcio tornerà ad aprire le porte ai suoi tifosi. I loro racconti si articolano spesso in modo imponente e non si risparmiano toni drammatici che tendo a voler minimizzare la condizione gravosa in cui si trovano anche le altre realtà sportive. Mi chiedo, prima di tutto, è veramente necessario che anche in questa occasione il calcio debba farla da protagonista in barba a tutti gli altri? Non sarebbe forse il momento, per una volta tanto, di metterci tutti sullo stesso piano e affrontare il problema in maniera meno egoistica?Forse le mie domande sono sicuramente troppo pretenziose e le risposte non credo siano in grado di supportare il mio ottimismo. Mi piacerebbe sperarci però, mi piacerebbe vedere in questa occasione storica un pizzico di indignazione in più,  abbinato ad una buona dose di buon senso. Sono sicuramente d'accordo, sul fatto che internamente una determinata federazione, o un gruppo sportivo si organizzi e cerchi di pianificare il proprio futuro. Questo è legittimo e sacrosanto, chiunque ha il diritto di sollevare dubbi e chiedere chiarimenti, come allo stesso modo ha il diritto di chiedere perché come tutti sappiamo, "domandare è lecito" anche se a mio avviso trattasi di una richiesta quantomeno pretenziosa. Quello su cui però non sono in completo disaccordo sono i toni della richiesta e il risalto mediatico che gli è stato dato. Il momento storico che stiamo vivendo, dovrebbe essere il momento in cui potremmo lasciare da parte orgoglio e interessi personali e magari dare anche una rivisitazione alle priorità, anche in termini di notizie. 

Come abbiamo detto, i vertici della principale federazione nazionale sportiva, si sono organizzati internamente per decidere cosa chiedere al governo per sopperire alla crisci che in Covid-19 sta portando al mondo del calcio e alle sue profonde tasche. Come ho detto prima, si sono tutti raccolti dai rappresentati degli arbitri, a quelli degli allenatori e dei calciatori di tutte le varie leghe al momento presenti in italia. L'ordine del giorno era quello di fare il punto della situazione e preparare un documento da presentare al CONI, alla UEFA e al Ministero delle Politiche Sportive per la richiesta dello stato di crisi per causa di forza maggiore. Tale proposta, vorrebbe che venissero elargiti, a tutto il mondo calcistico, una serie di sgravi, benefici e agevolazioni per sopperire al drastico calo di introiti che sono venuti a mancare con il forzato stop alle manifestazioni sportive. Come ho detto precedentemente, supporto l'idea che domandare sia lecito, ma bisognerebbe armarsi di un briciolo di umiltà e chiedersi se davvero è il momento opportuno per fare delle richieste. Prima di tutto vorrei partire dal sottolineare che in altre nazioni, le società sportive stanno cercando il modo, di trovare al loro interno le risorse necessarie al loro stesso sostentamento, cosa che in Italia per ora è stata adottata da soltanto una società. Al contrario invece, i vertici federali, hanno pensato immediatamente di andare a bussare insistentemente alla porta di un governo fin troppo impegnato con altre questioni.Prima di proseguire vorrei sottolineare che quello che sto scrivendo, va oltre ogni credo politico, ogni campanilismo e ogni tifoseria. La mia vuole solo essere una polemica, la più articolata possibile e una spunto di riflessione. Spero che questa discussione sia in grado di risollevare gli animi e l'orgoglio di tutti quegli sport che sono sempre etichettati come di seconda categoria.

GLI ULTIMI ARTICOLI DAL BLOG

I PROBLEMI PRINCIPALI

Ho seguito la questione sui media nazionali di mia iniziativa, anche non essendo più appassionato di calcio dal momento in cui ho indossato i guantoni per la prima volta. Mi sono fermato ad ascoltare, in alcuni casi anche più di una volta, le parole degli esperti del settore che popolano i media italiani per cercare di capire, come prima cosa le questioni esposte ma anche il modo e i toni, in cui tali argomentazioni venivano esposte al pubblico. Queste notizie sono datate circa una settimana  prima alla stesura del mio articolo anche per questo motivo.

Le performance

Il primo problema esposto in maniera drammatica dai commentatori, è la serie di problematiche che il ritardo della riapertura del campionato sembrerebbe porterebbe allo sport nazionale. La prima questione riguarda gli atleti, contro cui non voglio sollevare alcuna polemica, le cui performance andrebbero sicuramente a calare e questo, ricadrebbe di conseguenza sul pubblico che vedrebbe calare la qualità di gioco. Mi fermo subito e mi domando, non si sarebbe potuto, almeno per questa volta, parlare a nome di tutti gli sportivi e di tutti gli spettatori? Non si sarebbe potuto mettere tutti sullo stesso piano?

Queste affermazioni valgono per tutti gli sport, valgono per qualsiasi atleta in qualsiasi nazione del mondo. Sembra l'inizio di un racconto che non considera ne spazio ne tempo e che si trova in un mondo parallelo di cui altre le altre realtà non sono minimamente parte. 

Tutti gli sportivi sono fermi e tutti ne risentiranno nel breve e medio termine, dovremmo cercare di essere meno egoisti, che non significa non essere realistici, e considerare anche gli altri. Non è logico dare la colpa al governo per lo stop forzato delle attività sportive (e non) e scaricare su chi ha dovuto prendere queste decisioni per le conseguenze che ne derivano.

I problemi che il Covid-19 ha causato al calcio

Tempistiche per terminare le stagioni sportive a casua dello stop per il Covid-19

Le tempistiche

Proseguendo nell'esposizione delle problematiche, su cui non posso di certo di dire che non sia vere, sembra anche qui che sia una questione che affligge solamente il calcio quando invece, come ho già ripetuto fin troppe volte, incide su tutti gli ambiti sociali ed economici della nazione. Sembra quasi che il calcio non possa e non debba fermarsi e che sia il fulcro di un'economia già fin troppo danneggiata. Anche all'inizio dell'emergenza si era discusso su questo argomento e posticipato la chiusura degli stadi, degli allenamenti e delle manifestazioni quando le altre attività ricreative avevano già abbassato la serranda.  Già in questa occasione era stato dimostrata una altezzosa, e a dir poco presuntuosa, superiorità. In tutto questo ci sarebbe addirittura uno zoccolo duro che stia ancora chiedendo di riprendere a giocare nel mese di maggio per avere, tutto sommato, il tempo necessario per ultimare le pratiche di questa stagione e prepararsi a questa stagione e non danneggiare anche quella successiva. Fortunatamente, le prime battute del Ministro dello sport Spadafora hanno cercato subito di smorzare i toni su questo dibattito:

"Riprendere le partite il 3 maggio è irrealistico . Le squadre di serie A hanno già sbagliato quanto era il momento di fermarsi, devono capire che nulla sara come prima"

Mi piace pensare che questo sia il preambolo per il confronto tra la FIGC  e il nostro governo e soprattutto che prosegua su questi toni. Vedremo come andrà a finire.

Perdite economiche

Adesso entriamo nel vivo della questione anche perché quello che ho descritto prima, lo vede solo come un tentativo di gettare fumo negli occhi all'opinione pubblica e spostare il centro del dibattito. Siamo in un momento di crisi terribile e le ripercussioni saranno tante e sicuramente non benevole nei nostri confronti e sentire le lamentele sollevate sotto questo aspetto, fanno venire i brividi. Le stima dei danni che il calcio italiano potrebbe subire da questa epidemia mondiale è di circa 430 milioni di euro pari al circa un terzo del fatturato annuo di tutto il sistema. Questa sarebbe quindi la cifra che il presidente FIGC Gravina, vorrebbe ricevere sotto forma di aiuti e modifiche di legge da parte del Ministero dello Sport. Andremo dopo a vedere quali sono le richieste nel dettaglio e argomenteremo in merito. 

Ad ogni modo, il carrozzone calcistico in se è una macchina che genera denaro con la stessa velocità in cui lo consuma e senza la liquidità degli introiti pubblicitari, diritti televisivi e abbonamenti, questa macchina si ferma immediatamente. La preoccupazione principale è quella di non poter garantire gli stipendi ai calciatori nel breve periodo, come se questo non fosse reale anche per noi, comunissimi mortali. Gli sponsor tendono a non investire in visibilità e chiaramente il numero di abbonati per il prossimo anno potrebbe ridursi notevolmente. Fino a qui, a parte il fatto di voler far sembrare che questo stia accadendo solo ed unicamente per il calcio, nulla di strano. I concetti esposti possono anche essere veritieri ma ci sono alcune cose che poi hanno sollevato alcuni dubbi e mi hanno fatto pensare.

Perdite economiche calcio causa stop da covid-19

Il primo dubbio

Fermiamoci un attimo e facciamo il punto della situazione su quanto detto o per lo meno concediamoci il lusso di dubitare su quanto abbiamo sentito. 

La situazione del calcio italiano è in crisi da tempo, e questa non è una novità. Sono anni che processi e indagini cercano di fare chiarezza su un mondo a se, che ha tutto fuorché trasparenza. Ci sono una quantità di debiti che supera i 3 miliardi di Euro e non sono certo il frutto di tre settimane di stop forzato.

Da un lato le società ostentano ricchezza prima e poi giocano sulle plusvalenze per pareggiare i bilanci. Si indebitano per acquistare calciatori che pagheranno profumatamente per tutta la durata del loro contratto e si mostrano pomposi e con le tasche piene alle compravendite. L'altra faccia della medaglia è quella mostrata adesso, ossia di un sistema che ha bisogno di essere sostentato perché in grado di movimentare l'economia e di essere una delle principali industrie dello stivale. Qualcosa non torna, e mi donando già da ora se sia il caso di tenere in vita un sistema cosi costoso e controverso che si sta dimostrando chiaramente non sostenibile.  

Primo dubbio sulla richiesta della FIGC di aiuti statal

SPUNTI DI ONESTÀ

Quello che fomenta i miei primi dubbi, che ho espresso nei paragrafi precedenti, sono le azioni, che come sappiamo, contano molto di più per le parole ma solo per chi ha la decenza di apprezzarle. 

Il primo esempio è quello delle federazioni di Spagna e Inghilterra che non si sono nemmeno immaginate di andare a bussare alla porta di un governo già  fin troppo impegnato con una crisi sanitaria senza precedenti. La Premier League infatti e la Liga hanno dato fondo ai propri averi pur di supportare gli addetti ai lavori su tutti i livelli. Questo significa che queste aziende sono sane, per lo meno più sane della nostra, che oltre ad aver gestito bene la loro situazione economica gli anni precedenti, hanno anche una parvenza di buon senso. 

L'altro esempio è quello della Juventus quasi subito trovato una soluzione (ripeto che il mio non è un giudizio guidato dalla fede sportiva) e si è accordata con calciatori ed investitori per il taglio dello stipendio ai propri calciatori. Dal momento dell'accordo fino alla fine del mese di giugno, questa scelta, porterebbe portare un risparmio pari a circa 90 milioni di euro. Questo è un esempio di una società sana, e ci tengo a ribadire che non sono di parte, sto parlando sotto l'aspetto economico. Speriamo altri seguano lo stesso sistema. 

In ultimo vorrei riportare le parole del presidente del Torino Calcio Urbano Cairo che si sostiene favorevole al taglio degli stipendi da parte dei  giocatori e che siano le società stesse a gestire la situazione. Anche i calciatori sono parte di un sistema definito e se il sistema stesso va in crisi anche loro ne pagano le conseguenze.

Questo mi fa capire che oltre ad esserci persone oneste e ragionevoli, i problemi possono anche essere risolti, o almeno ci si può provare, evitando di richiedere l'aiuto alle istituzioni.

Il secondo dubbio

Quindi arrivati fin qui abbiamo capito le problematiche principali esposte e le presunte motivazioni esposte con le relative ripercussioni future. Ho già esposto il mio primo dubbio precedentemente ed ora mi si presenta una secondo:

Siamo sicuri che non sia per larga parte, un problema sollevato dai grandi vertici e non dai club? 

Abbiamo visto che chi ha buona volontà trova le soluzioni ai problemi e agisce immediatamente senza affidarsi alle istituzioni e ha il buon senso di fare delle valutazioni adeguate.

Abbigliamento personalizzato per arti marziali e sport da combattimento
Primo dubbio sulla richiesta della FIGC di aiuti statal

ALTRI FILM, LIBRI E DOCUMENTARI

LE RICHIESTE

Adesso siamo al punto in cui possiamo valutare e discutere sulle richieste che la federazione calcistica italiana ha voluto mettere sul tavolo nella trattativa con il governo. 

Partiamo con il dire che tali richieste, non sono economiche, che non richiedono un esborso, da parte dello stato di soldi. Quello che il calcio italiano, o almeno una parte di esso vorrebbe, è  l'abrogazione o 'allargamento della manica riguardo alcune leggi che negli ultimi anni hanno cercato di regolamentare questa attività sportiva. Si è lavorato molto per arrivare a questo punto ed ora, nello stato di emergenza in cui ci troviamo, si vorrebbe cancellare tutto con un colpo di spugna. Ti dico subito che io vedo tutto ciò come cinico opportunismo.

Non sono tutte richieste assurde ma non vorrei vedere che in questa negoziazione, dei regali non del tutto dovuti. Come in tutti i settori, è legittimo richiedere lo stato di forza maggiore, è normale che i sindacati lottino per garantire gli stipendi dei propri lavoratori e qualche agevolazione è dovuta. Facciamo attenzione però che tutto questo non si trasformi nell'occasione di fare dei passi indietro e di avvantaggiare chi ha cuore solamente i propri interessi. 

Prodotti per ail pugilato No Surrender Boxe

Scommesse

Quando l'estate scorsa è stato varato il Decreto Dignità dall'attuale governo, una delle misure messe in campo, è stata vietata qualsiasi forma di pubblicità, diretta o indiretta relative ai giochi con scommesse che prevedono l'uso e la messa in palio di denaro. Il decreto prevede comunque un divieto esteso a tutte le manifestazioni sportive, culturali o artistiche quindi non fa riferimento solamente al gioco del calcio anche se lo stesso, si stima abbia perso circa 100 milioni di euro a stagione. Nessun mezzo è ammesso, inclusi radio e televisione, giornali sia quotidiani che periodici, e il colpo è stato duro tanto per le agenzie di betting tanto per chi incassava da tali pubblicità. Ora quello che il presidente Gravina chiede è che questa legge venga abolita e che si faccia in modo che il calcio, e gli altri sport, possano tornare a collaborare con gli scommettitori.

Questa misura era stata applicata per combattere il fenomeno della ludopatia e mettere un freno ad una piaga sociale che affligge centinaia di migliaia di persone. Questo è un fenomeno serio, che non va preso sottogamba, soprattutto in questo momento. Il gioco d'azzardo con le sue promesse di vincite in denaro è un flagello che colpisce maggiormente le persone con difficoltà economiche e dilania il tessuto sociale intorno a chi ne viene afflitto. Date le circostanze in cui ci troviamo, non credo sia la soluzione migliore. 

Riapertura pubblicizzazione delle scommesse sportive

Pensi anche tu che sia il caso di mettere a rischio la salute mentale e le finanza di persone già in difficoltà per cercare di salvare il calcio?

Fondo salva calcio chiesto dalla federazione calcistica al governo

Fondo salva calcio

La seconda delle proposte, è quella che il governo istituisca un fondo "salva calcio" di cui la FIGC ne sia intestatario e beneficiario. Si prevede che la federazione stessa prenda l'impegno di depositare dei fondi, ovviamente in futuro, ma inizialmente dovrebbe essere il governo ad avviare questo fondo. I soldi necessari per questa operazione dovrebbero arrivare dai guadagni dello stato tramite le scommesse sportive. Ebbene si, siamo ancora nel circolo vizioso delle scommesse sportiva. L'ho detto prima e lo ribadisco, la ludopatia è una piaga, è una malattia grave e dannosa e mi sembra impensabile che in casi come questi si voglia cercare di incentivarla.

Legge Melandri

Dieci anni or sono, la Legge Melandri, ha previsto che si passasse dalla titolarità soggettiva ai singoli club alla contitolarità tra gli organizzatori della manifestazione sportiva (la lega calcio) ai singoli club stessi. Questo, detto in parole povere, prevede che sia l'organizzatore del torneo a contrattare con televisioni e media, il modo e i termini in cui le partite vengono trasmesse. Questa legge, supportata dall'antitrust, ha fatto in modo di dare respiro alla concorrenza sui diritti televisivi e la possibilità che alcune partite vengano trasmesse anche in chiaro. La cancellazione di tale legge, permetterebbe ai singoli club di guadagnare maggiormente  e avere più potere di contrattazione. Il tutto risulterebbe nel favorire le grosse emittenti con grande potere economico e la forzata decisione degli spettatori a scegliere tale piattaforma a qualsiasi prezzo vista la mancanza di alternativa.

Si vede ancora una volta il mancato interesse alla diffusione dello sort e al solo interesse a fare cassa a discapito dello spettacolo e della concorrenza.

Non dimentichiamo inoltre che poche settimane fa, proprio il ministro dello sport e i suoi collaboratori avevano avanzato la proposta di trasmettere in chiaro, durante gli inizi della quarantena, le partite di un campionato che non voleva sentire ragione di fermarsi. La risposta della Lega Calcio è stata un forte no, con tanto di invocazione di illegalità nei confronti dei contratti già stipulati. Sarebbe stata una bona mossa per intrattenere chi doveva forzatamente rimanere in casa, questo evidenzia, come in altri casi, il distaccamento emotivo che tali organismi hanno nei confronti di chi li solitamente li sostiene.

TI INTERESSANO DELLE GUIDE SUI TUOI PRODOTTI?

Legge sugli stadi

Un'altra modifica di legge che  il calcio (probabilmente non quello giocato) è quella relativa alla modifica della attuale legge sugli stadi. Lo stato degli stadi italiani, o per lo meno per grossa parte di loro, versa in uno stato pietoso, molti di loro sono vetusti, obsoleti e non rispettano le esigenze dei tifosi. Molti di essi sono stati costruiti decine di anni fa, magari con delle piste di atletica che ostacolano la visuale dei tifosi. Gli stadi attualmente presenti in italia sono di proprietà comunale o regionale e quindi le società devono pagare un affitto ai reali proprietari che però non possono permettersi ammodernamenti o modifiche.

Gli impianti hanno capienze piuttosto elevate ma le più recenti misure di sicurezza impongono di rispettare determinati canoni difficili da rispettare. Questo porta le società a chiudere alcuni settori. 

Forse qui torniamo per un attimo nel modo reale e forse si intravede la possibilità di una richiesta ragionevole. Agevolare la costruzione di stadi privati solleverebbe le amministrazioni comunali da una serie di costi e problematiche non indifferenti. Dalla viabilità alla sicurezza, alla gestione della struttura, le società si farebbero cario dell'impegno e magari, potrebbero risanare le loro finanze. 

Oneri di sicurezza

Dopo un momento di lucidità, come un lampo a ciel sereno, si torna nell'assurdo. Si richiede l'interruzione del pagamento degli oneri da parte delle società sportive. Attualmente, chi ospita una partita di calcio deve versare allo stato, una somma che varia tra l' 1 al 3% degli incassi sugli ingressi allo stadio per pagare l'ordine pubblico. Non credo di sia bisogno di dire quanto questa richiesta sia di pessimo gusto. La sicurezza degli eventi necessità della supervisione da parte delle forze dell'ordine e non credo sia ragionevole, togliere ulteriori fondi ad un ministero della difesa già alle prese con i propri problemi. Questo mancato gettito fiscale si rifletterebbe su tutti i cittadini e chi lavora nel settore, meno soldi significa meno risorse, meno personale e di conseguenze un peggiore gestione della sicurezza. Ne saremmo colpiti, una volta ancora, tutti noi cittadini.

Il mondo del pallone è sgonfio, il gigante dello sport è all'angolo, nessun altro al mondo se non noi dovrebbe essere in grado di dargli il colpo di grazia

ALTRI ARTICOLI SUI PRIMI PASSI IN PALESTRA

A NOI COSA RESTA?

Decreto salva Italia

  1. Al momento possiamo fare affidamento al decreto "Salva Italia" che al momento prevede:
    • Indennità per autonomi e collaboratori pari a 600€ ampliata a comprendere anche società sportive dilettantistiche e enti di promozione sportiva.
    • Cassa integrazione in deroga per i lavoratori dipendenti nel mondo dello sport
  2. Sospensione del versamento di ritenute, contributi previdenziali e assistenziali fino al 31 Maggio 2020 per:
    • Associazioni sportive professionistiche.
    • Associazioni sportive dilettantistiche.
    • Enti di promozione.
    • Gestori di stati, impianti sportivi, palestre e affini.
  3. Sospensione dei canoni di pagamenti di locazione, incluse le concessioni di affidamento di impianti sportivi pubblici utilizzati da società e associazioni sportive dilettantistiche.
  4. Riconoscimento di credito di imposta per le spese di sanificazione
  5. Finanziamenti anticipati ai comuni che per l'incentivo.

Tali misure saranno valide fino al 31 Maggio 2020.

I problemi che il Covid-19 ha causato al calcio

In sostanza, al mondo delle arti marziali e sport da combattimento non resta nulla se non i pochi contributi elencati poco fa che sono parte del decreto "Salva Italia". Briciole a confronto di quanto il calcio sta effettivamente richiedendo. Questi provvedimenti e modifiche di legge che la federazione vorrebbe vedersi concessi, non sono solo un aiuto nell'immediato, ma anche delle misure a lungo termine che volgono ad arricchire ulteriormente le tasche della lobby. A tutti gli sport come il nostro resta quasi solamente la speranza che le persone ritornino a popolare le palestre gradualmente e che gli eventi ricomincino, nel migliore dei casi, a riportare le persone a bordo ring. Si stanno utilizzando due pesi e due misure, come ho già detto che ci sia una risposta assistenziale proporzionata è corretto, ma che sia proporzionata adeguatamente. Quello a cui si rischia di vedersi palesare all'orizzonte è l'ennesimo sbilanciamento, a dir poco esagerato, che volge a favore solamente chi è in grado di fare la voce grossa. 

Ancora una volta dobbiamo, e anche molto più di prima, agire tutti insieme nella stessa direzione per cercare di diffondere le arti marziali e gli sport da combattimento. Bisognerebbe pensare di agire nello stesso modo in cui il calcio ha agito, raccogliendo idee e proposte concrete per una ripartenza del settore. 

CONCLUSIONI

Sicuramente il calcio otterrà delle risposte positive su alcune delle richieste avanza ma spero, che siano solo e unicamente quelle di buon senso che non vanno, ancora una volta a gravare sulle casse dello stato e di riflesso sui cittadini.

Le prime battute del ministro dello sport Vincenzo Spadafora fanno sperare bene ma speriamo, che tale speranza si trasformi in una certezza. Al momento si dice che tutti gli sport saranno trattai allo stesso modo, in egual misura. Sul fatto che ci siano delle proporzioni da rispettare potremmo anche essere tutti d'accordo, è chiaro che il mondo degli sport da combattimento, al momento in Italia, non sono in grado di mobilitare le stesse quantità di denaro del calcio. Quello che non mi piace è la supponenza di queste richieste, che vanno senza ombra di dubbio ad incidere anche su di noi, tanto da sportivi quanto da cittadini. Questo mi fa capire quanto i vertici di questa lobby siano distaccati dallo sport praticato e dalla sua diffusione per puro fine educativo. Stiamo rischiando, ancora una volta, di agevolare le persone sbagliate e nel modo sbagliato. La pandemia colpisce tutti, poveri e ricchi, nella stessa identica maniera e questa potrebbe, anzi dovrebbe, essere l'occasione per riportare equilibro e colmare i gap che fino ad ora hanno favorito solo alcuni

Non saremo di fronte ad uno dei soliti atti teatrali che passano dalla tragedia alla normalità in pochi istanti?

Felpa stile vichingo Fenrir - Einherjar - Immagine illustrativa Felpa stile vichingo Fenrir - Einherjar - Immagine illustrativa 2
Disponibile
Marketplace

Felpa stile vichingo Fenrir - Einherjar

Einherjar
MRK-A80
90,00 €
Einherjar ha prodotto la sua felpa Fenrir facendo molta attenzione alla scelta dei materiali e della vestibilità. Si presenta molto bene questa felpa e ha gli elastici sia ai polsi che in vita molto forti per farla sentire ben salda sul corpo di chi la indossa. Il cappuccio è ampio, la cerniera forte che ne certifica la qualità molto elevata. Lo stile è...
XS M L XL XXL S
Canottiera stile vichingo - Einherjar - Immagine illustrativa Canottiera stile vichingo - Einherjar - Immagine illustrativa 2
Disponibile
Marketplace

Canottiera stile vichingo - Einherjar

Einherjar
MRK-A40
29,00 €
Questa canottiera in cotone in stile Vichingo con il logo Einherjar sul fianco. Vestibilità slim fit, adatta per l'allenamento in palestra oppure per la vita di tutti i giorni. Perfetta per prepararsi alla battaglia finale di Ragnarok.
XS M L XL XXL S
Maglietta stile vichingo - Einherjar - Immagine Illustrativa Maglietta stile vichingo - Einherjar - Immagine Illustrativa 2
Disponibile
Marketplace

Maglietta stile vichingo - Einherjar

Einherjar
MRK-A50
34,00 €
Top quality t-shirt con il classico logo Einherjar sul petto, veste aderente sulla parte del torace e le braccia, un più comoda invece su stomaco e addominali. Sentiti un Berserker anche tu e fai un tufo nel passato vichingo con i prodotti Einherjar.
XS M L XL XXL S
Maglietta stile vichingo Odino - Einherjar - Immagine illustrativa Maglietta stile vichingo Odino - Einherjar - Immagine illustrativa 2
Disponibile
Marketplace

Maglietta stile vichingo Odino - Einherjar

Einherjar
MRK-A70
34,00 €
Top quality t-shirt con il classico logo Einherjar sulla manica e grande, sul petto il Padre di Tutto, Odino. La t-shirt veste aderente sulla parte del torace e le braccia, un più comoda invece su stomaco e addominali. Sentiti un Berserker anche tu e fai un tuffo nel passato vichingo con i prodotti Einherjar. 
XS M L XL XXL S
Maglia manica lunga stile vichingo Odino - Einherjar - Immagine illustrativa Maglia manica lunga stile vichingo Odino - Einherjar - Immagine illustrativa 2
Disponibile
49,00 €
Maglia a maniche lunghe in cotone, semplice e lineare ha soltanto la scritta rappresentativa del logo Einherjar. La maglia a maniche lunghe veste aderente sulla parte del torace e le braccia, un più comoda invece su stomaco e addominali. Sentiti un Berserker anche tu e fai un tuffo nel passato vichingo con i prodotti Einherjar.
XS M L XL XXL S
Leggings donna in stile vichingo - Einherjar - Nero - Immagine illustrativa Leggings donna in stile vichingo - Einherjar - Nero - Immagine illustrativa 2
Disponibile
64,00 €
Per tutte le guerriere moderne, una paio di leggings che riportano uno dei simboli più famosi della mitologia Islandese, il Vegvisir. Indossa i tuoi leggings e prova anche tu ad allenarti e a combattere con onore per essere una Valchiria con pieno accesso al Valhalla.
XS M L XL XXL S
Maglietta da donna stile vichingo Freya - Einherjar - Immagine illustrativa Maglietta da donna stile vichingo Freya - Einherjar - Immagine illustrativa 2
Disponibile
34,00 €
Top quality t-shirt con la rappresentazione di Freya, Signora degli dei. La t-shirt veste aderente sulla parte del torace e le braccia, un più comoda invece su stomaco e addominali. Sentiti una Valchiria anche tu e fai un tuffo nel passato vichingo con i prodotti Einherjar.
XS M L XL XXL S
Canottiera da donna stile vichingo Tyr - Einherjar - Immagine rappresentativa Canottiera da donna stile vichingo Tyr - Einherjar - Immagine rappresentativa 2
Disponibile
29,00 €
Questa canottiera in cotone in stile Vichingo vuole rappresentare tutte le Valchirie che si allenano e combattono per prepararsi alla battaglia finale di Ragnarok. Vestibilità slim fit, adatta per l'allenamento in palestra oppure per la vita di tutti i giorni.
XS M L XL XXL S
Maglia manica lunga da donna stile vichingo - Einherjar - Immagine illustrativa Maglia manica lunga da donna stile vichingo - Einherjar - Immagine illustrativa 2
Disponibile
49,00 €
Maglia a maniche lunghe in cotone, semplice e lineare ha soltanto la scritta rappresentativa del logo Einherjar. La maglia veste aderente sulla parte del torace e le braccia, un più comoda invece su stomaco e addominali. Sentiti una Valchiria anche tu e fai un tuffo nel passato nordico con i prodotti Einherjar.
XS M L XL XXL S
Rashguard MMA stile vichingo Jotunhide - Einherjar Rashguard MMA stile vichingo Jotunhide - Einherjar 2
Disponibile
Una rash guard in stile vichingo che rappresenta lo spirito guerriero di un tempo. Adatta a praticare MMA, Bjj o grappling ma anche altre attività fisiche diverse dagli sport da combattimento. Prodotta in Lycra, aderente e forte nelle finiture ti consente di sentirti leggero ma forte come se ti stessi davvero preparando per sederti al tavolo degli dei Dei.
XS S M L XXL XL
Il calcio chiede aiuto al governo. E noi?

Commenti

Post Recenti

Visita il nostro blog

https://fighttownstore.it/modules/iqithtmlandbanners/uploads/images/5ef311688e74f.jpg
https://fighttownstore.it/modules/iqithtmlandbanners/uploads/images/5ef31184723a4.jpg
https://fighttownstore.it/modules/iqithtmlandbanners/uploads/images/5ef311f69a1d1.jpg
https://fighttownstore.it/modules/iqithtmlandbanners/uploads/images/5ef311a7324d2.jpg
https://fighttownstore.it/modules/iqithtmlandbanners/uploads/images/5ef312e48b306.jpg
Prodotto aggiunto alla lista dei desideri
Prodotto aggiunto al comparatore